Oro di Giuseppina – torna alla home

Peranzana, la gentilezza del Tavoliere

È la cultivar della Daunia settentrionale: cresce tra l'Alto Tavoliere e le prime colline dei Monti Dauni e dà un olio equilibrato, verde e mai aggressivo.

Da dove viene il suo nome

Il nome viene, secondo la tradizione, da una trasformazione dialettale di «Provenzale». Si racconta che la varietà sia arrivata in Capitanata nel Settecento, portata dalla Provenza nei possedimenti della famiglia di Sangro, attorno a Torremaggiore.

Da allora la Peranzana ha messo radici nell'area dell'Alto Tavoliere e dei Monti Dauni settentrionali, diventando la varietà simbolo di questo angolo di Puglia. È anche una delle poche cultivar apprezzate sia per l'olio sia come oliva da tavola.

Raccolta delle olive Peranzana in un uliveto della Capitanata

Il carattere dell'olio

Un extravergine che si fa riconoscere per misura più che per forza: profumato, verde, con amaro e piccante ben dosati.
  • Equilibrio

    Amaro e piccante ci sono, ma restano in armonia con il fruttato. È un olio che accompagna il piatto invece di coprirlo.

  • Note vegetali

    All'olfatto ricorda spesso il pomodoro verde, l'erba tagliata e il carciofo, con un finale che può richiamare la mandorla.

  • Versatilità

    La sua delicatezza lo rende adatto a piatti molto diversi: dal pesce alle verdure crude, fino ai legumi della tradizione.

Scheda di assaggioPeranzana
Fruttato
Da leggero a medio, verde
Amaro
Presente, mai invadente
Piccante
Armonico, in chiusura

Note che si possono riconoscere

  • Pomodoro verde
  • Erba appena tagliata
  • Carciofo
  • Mandorla fresca
  • Foglia di olivo

Profilo indicativo della cultivar. Ogni annata ha il suo carattere.

A tavola con la Peranzana

Dà il meglio a crudo, dove i suoi profumi restano intatti. Qualche abbinamento da cui partire.
Olio extravergine di oliva Peranzana versato su pane casereccio
  • Fave e cicorie

    Il classico pugliese, condito a crudo all'ultimo momento.

  • Pesce al forno o al vapore

    Un olio delicato che non copre il sapore del mare.

  • Burrata e formaggi freschi

    Una goccia di olio verde esalta la parte lattica.

  • Insalate e verdure crude

    Pinzimonio, pomodori, finocchi, carciofi crudi.

  • Zuppe di legumi

    Ceci, lenticchie, cicerchie: un filo d'olio a fine cottura.

  • Pane caldo

    Il modo più semplice, e forse più onesto, di assaggiarlo.

Domande frequenti

Che sapore ha l'olio di Peranzana?

In genere è un olio dal fruttato verde da leggero a medio, con note di pomodoro, erba e carciofo. Amaro e piccante sono presenti ma equilibrati: per questo viene spesso definito un olio «gentile».

Si può usare per cucinare o solo a crudo?

Dà il meglio a crudo, dove si sentono tutti i suoi profumi, ma è un extravergine e si può usare anche in cottura. Molte famiglie lo usano per tutto: dal soffritto al condimento finale.

Come si conserva l'olio extravergine?

Lontano da luce e fonti di calore, in un luogo fresco, con il contenitore ben chiuso. Con i formati in bag-in-box puoi spillare dal rubinetto poco alla volta, riempiendo una bottiglia scura da tenere in cucina.

Dove nasce la Peranzana?

È la cultivar tipica della Daunia settentrionale, in provincia di Foggia: Alto Tavoliere e Monti Dauni. Il nostro olio nasce a Casalvecchio di Puglia, proprio in quest'area.

Il nostro olio Peranzana

Quattro formati per la tavola, la famiglia e le attività. Nessun acquisto online: scrivici e ti rispondiamo direttamente.
Ordina tramite WhatsApp